Una storia fatta di tante storie, un caleidoscopio di personaggi e situazioni che accompagnano le sorti di due gemelli nati a Torino e quasi subito proiettati nel mondo da un destino bizzarro e imprevedibile.
In un gioco di stili, forme, generi e punti di vista, perfetto come gli ingranaggi di un orologio, ogni capitolo (e ogni penna) è la tessera di un puzzle che va ricomposto con cura e che soltanto alla fine offrirà una brillante visione d’insieme, sciogliendo nodi e regalando un finale inaspettato.
Dal capoluogo sabaudo a Parigi, dalla Scozia al Canada, dal boss mafioso con un hobby insospettabile e segreto al parroco in preda a interrogativi esistenziali, dalla donna transessuale desiderosa di riscattare le persone che ama al serial killer che sceglie le sue vittime con ricercatezza da gourmet: in questo romanzo condiviso la molteplicità delle voci, dei temi e delle ambientazioni si fonde per dare corpo a una narrazione corale, multiforme, cangiante e allo stesso tempo armonica, proprio come la vita.
La riconoscete? È la trama del romanzo collettivo La voglia. Torino-Toronto, solo andata del Collettivo PseuDomino.
Ma cosa succede quando anche la vita vera ti porta a viaggiare, a incontrare luoghi e persone, a individuare connessioni inaspettate, indissolubili e intrise di magia?
Succede che ogni elemento, ogni esperienza diventa immagine, ispirazione. E nascono nuove storie, in un viaggio senza fine.
Ecco a voi l’articolo di Mara Antonaccio!
Da Torino a Toronto e ritorno: le due vite di Mara Antonaccio
C’è un filo invisibile che collega Torino e il mio luogo di nascita, la Puglia, due realtà così lontane eppure unite da una stessa tenacia.
È il filo che ha intrecciato anche la mia vita di giornalista e scrittrice, un viaggio di andata e ritorno tra le nebbie del Po e il sole del Sud.
In mezzo, tante storie, che raccontano una vita ricca di incontri e di un passato che non smette mai di tornare.
Torino: una città-laboratorio

Torino è stata e continua ad essere la mia città-laboratorio.
Torino è una città che ti abita dentro. Ti educa al silenzio e alla precisione, ma ti regala anche quella scintilla di mistero che spinge a scavare. È qui che sono nate le mie prime inchieste, le mie prime interviste, e i miei primi racconti.
Quando immagino i miei personaggi non ho dubbi su dove farli vivere: Torino, la città delle ombre e delle luci, dei caffè letterari e dei corridoi che sembrano gallerie del tempo.
In Torino-Toronto le due T si fondono, quest’ultima è quella del futuro.
Toronto: velocità e multiculturalità

Al contrario di Torino, a Toronto tutto si muove più veloce. Ma io ho il cuore legato alla capitale sabauda, dove sono arrivata per lavoro, e ci sono rimasta per amore.
Ma a Toronto è come vivere in una Torino proiettata nel futuro, dove la multiculturalità sostituisce la malinconia.
Per descrivere questo passaggio, la mia scrittura è cambiata: più ritmo e pensieri profondi senza mai lasciare la dovuta leggerezza, per intrecciare mondi apparentemente lontani.
Sentire la verità
La mia protagonista mi somiglia, è una donna di oggi, razionale ma sensibile, scienziata ma visionaria.
Attraverso lei ho potuto esplorare un’idea che mi accompagna da sempre: che la verità, per essere trovata, non va solo dimostrata ma anche sentita.
Dietro ogni analisi criminologica, dietro ogni prova, c’è un cuore che batte. E dietro ogni accadimento, un frammento di storia che aspetta solo di essere ascoltato.
Andata e ritorno
Forse ogni scrittore fa questo percorso: parte da casa per poterla ritrovare.
Oggi, mentre continuo a lavorare ai nuovi progetti, sento che quel doppio sguardo – io che osservo il mondo e il mondo che si riflette su di me – è diventato la mia vera casa narrativa.
Due sponde dello stesso fiume
La metafora del titolo del giallo di cui ho scritto l’epilogo è che le due città rappresentano le due sponde dello stesso fiume interiore: una mi radica, l’altra mi libera.
E in mezzo scorre la scrittura, quella che unisce passato e futuro, indagine e poesia.


Mara Antonaccio, nata nel 1963 a San Severo, nel mezzo del Tavoliere delle Puglie, si trasferisce a Torino alla fine degli anni ’70; qui compie i suoi studi universitari di Biologia e Medicina. Biologa Nutrizionista esperta dell’età evolutiva, della nutrizione sportiva, delle patologie legate all’alimentazione e alle conseguenze dello stress da lavoro collegato. Insegna all’università di Torino e al San Raffaele di Roma e Milano ai Biologi e ai dottorandi in Scienze dell’Alimentazione. Ha quattro figli, un cane e molte passioni.
Da sempre stregata dalla scrittura, ha scritto molti libri tecnici e non solo: Il cibo all’alba del Millennio, Il cibo da scrivania, L’ospite invisibile, cancro e nutrizione sono gli ultimi saggi legati alla nutrizione. Delitto al Museo Egizio è la prima indagine di Milli Pazienza, Biologa dei Ris con doti speciali, la passione per il parmigiano e la tendenza a ficcarsi sempre nei guai. In scrittura il secondo e il terzo episodio.
Ama parlare di Antropologia e Sociologia e, in qualità di giornalista iscritta all’Albo da oltre 20 anni, si occupa dei rapporti tra media, industria e società. Co-fondatrice e insegnante nel Master Mario Soldati in comunicazione turistica ed enogastronomica.
Attualmente sta programmando i suoi prossimi 60 anni…

