Oggi, 21 novembre, Giornata nazionale degli alberi, non potevamo che ospitare sul nostro blog Cristina Converso, autrice sensibilissima e profonda, dottoressa forestale e brillante esponente della narrativa ambientale.
Già, ma cos’è la narrativa ambientale?
Sarà proprio lei a rispondere a questa domanda: Buendia Books, come amiamo ripetere, è una casa abitata da persone competenti, nel lavoro di tutti i giorni e nella scrittura, persone capaci di calare la loro esperienza in storie universali… e Cristina non fa certo eccezione.
La parola – la pagina – a lei, dunque: sarà un viaggio molto interessante, di sicuro non guarderete più l’ambiente con gli stessi occhi.

Cos’è la narrativa ambientale?
Ambiente è una parola che nel corso dei secoli ha acquisito differenti significati e ancora oggi viene adattata e talvolta piegata a molti contesti, non sempre corretti.
Ambiente deriva dal latino ambiens e vuol dire tutto ciò che ci circonda, una definizione che abbiamo declinato agli ambienti naturali, di vita, urbani, lavorativi, sociali, famigliari, affettivi, e molto ancora.
Una parola che definisce una realtà multiforme e multi scenario; pertanto, narrativa ambientale nel senso più alto è tutta la narrativa da che l’uomo è sulla Terra.
Tuttavia, questa visione così ampia non soddisfa il lettore che vuole sapere di più sulle tematiche di carattere strettamente ambientali o per maggiore correttezza ecologiche.
Scendendo nel dettaglio
La narrazione delle vicende e delle relazioni che vedono i protagonisti immersi nel territorio che li accoglie, con tutte le sue caratteristiche di bellezza e di tragicità sono lo scenario fondamentale e unico che regge tutt’un romanzo di narrativa ambientale.
Lo scenario coreografico delle componenti ecologiche – suolo, acque, geomorfologia e geologia, sonorità, clima e sue variazioni, componenti atmosferiche, fauna e, per quanto mi riguarda, la componente vegetazionale e forestale – è fondante per la caratterizzazione della trama narrativa e delle peculiarità caratteriali dei protagonisti.
L’uomo narra l’ambiente e l’ambiente narra l’uomo da sempre, non avrebbero senso e significato le gesta dell’eroe Gilgamesh se la sua non fosse un’epopea che travalica terre e montagne, affronta calamità climatiche, disbosca e abbatte l’intera foresta di Cedri del Libano e si fa primo predatore della Natura e dei suoi ambienti.
Da quell’epopea in avanti, ogni componente ecologica si fa personaggio, sotto forma di divinità, di figure che sono meta e muta forme, simboli, metafore e similitudini.
I contesti delle più grandi avventure letterarie si giocano in contesti naturali, ricordiamo qui, per esempio, ancora un’altra grande opera del secolo scorso, Moby Dick di Herman Melville: l’uomo è balena, la balena è uomo, entrambi sono oceano con tutte le sue manifestazioni.
Questo schema narrativo è rintracciabile in tutta la grande letteratura di ogni continente e talvolta assume anche il carattere del Sacro, dove natura e divinità sono transfer l’una dell’altra e insieme parlano all’umanità.
Il mio contributo
Ora, caro lettore, il mio modesto contributo è quello di far conoscere luoghi di rara unicità e fragilità, vicini a noi, accanto alle nostre abitazioni talvolta sommersi dalla nostra indifferenza e ignoranza. Aree da riscoprire, che non devono essere solo per i professionisti della tutela e della salvaguardia, ma per tutti.
Delineare una storia e farla nascere in questi contesti è un affascinate viaggio per chi scrive, poiché prima occorre vivere questi ambienti, frequentarli, conoscerli, innamorarsene e far risultare le loro caratteristiche affinché il loro valore sia inattaccabile.
Con la lettura e la successiva frequentazione di questi luoghi il lettore entra in una relazione affettiva ispirata dalle emozioni che i protagonisti della storia hanno espresso sia in modo verbale che sentimentale.
In conclusione
In conclusione, un romanzo ambientale è una storia che ci fa conoscere, vivere e amare un territorio, attraverso le infinite voci che lo rappresentano.
Voci e silenzi che nascono da creature di carne, di acque, di roccia, di vento, di legno, di luce, di piume e penne, di foglie, di ossa, di aghi, di canti, di colori, di tramonti, di notti, in un tempo infinito che nasce dalle esplosioni stellari il cui eco arrivo ancora fino a noi.

Cristina Converso è nata a Torino, dove lavora presso Arpa Piemonte.
Vive in Val di Susa e in qualità di dottore forestale ha collaborato alla pubblicazione di rapporti scientifico-divulgativi su scala regionale e nazionale.
Nel tempo libero si dedica a camminare nei boschi, alla lettura e alla scrittura.
Collabora il bisettimanale Luna Nuova con la rubrica “Come un albero”, dal 2023 è autrice della trasmissione “Alberi Parlanti” sul canale YouTube “Chiacchierando di…” di Erica Comoglio.
Oltre al romanzo A radici nude (2024), secondo classificato al Concorso Mario Pannunzio 2024, con Buendia Books ha pubblicato il racconto L’uomo della radura (2019), selezionato al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como 2019, l’eco-thriller La foresta fossile (2020), finalista al concorso nazionale Green Book 2022 e selezionato da “Guarda che storia! Racconti per lo schermo 2022” (progetto di Film Commission Torino Piemonte e Salone Internazionale del Libro) e Testimoni silenziosi (2022), dedicato al rapporto tra società e alberi monumentali e terzo classificato al Green Book 2023.



