Le voci della Foresta fossile

È possibile presentare un libro attraverso le voci dei protagonisti?

Cristina Converso_ForestaQuesto si chiede Cristina Converso, autrice de La foresta fossile, dieci giorni dopo l’uscita ufficiale del suo nuovo eco-thriller in libreria.

Le risposte sono ben sei, ma prima di lasciare la parola alle “voci della Foresta”, ci teniamo a dire la nostra e a porre un’altra domanda: come si riconosce un romanzo davvero ben riuscito?

Questione spinosa – senza tirare in ballo il mercato editoriale, le tendenze, il destino imprevedibile di ogni creatura di carta – ma intrigante. Personalmente (sì, è l’editrice che vi parla!), credo che sia qualcosa che abbia a che fare con la memoria: un “buon” (aggettivo abusato e semplice, ma che racchiude un mondo intero come l’armadio di Narnia) libro si ricorda, resta nel tempo.

Rimangono i dettagli, le espressioni, le movenze e le battute dei protagonisti, più simili ad amici che a figure d’inchiostro, lo stile… le voci, appunto.

Quindi sì, un libro può essere presentato attraverso le bocche dei personaggi, ma solo se l’opera nel suo insieme ha un proprio tono, una sonorità che cattura e si imprime nella mente e nel cuore. E La foresta fossile, care lettrici e cari lettori, possiede tutto questo.

Ancora una volta, questo lavoro mi riempie di orgoglio e di emozione: il catalogo Buendia è un’orchestra di strumenti virtuosi, che si armonizzano in una sinfonia unica, che culla e fa pensare.

 

La parola a Cristina!

Mario ZuninoÈ possibile presentare un libro attraverso le voci dei protagonisti?

Certo che sì, grandi autori lo hanno già fatto. Virginia Woolf nel suo ultimo capolavoro Le onde narra una storia attraverso le emozioni dei personaggi e nulla più! Ora, noi di certo non abbiamo pretese di avvicinare così alto genio letterario ma ci proviamo, in un semplice esercizio di improvvisazione. Ecco, quindi, i protagonisti della Foresta fossile sfilare per voi sull’improvvisato palcoscenico. Qualcuno dei personaggi principali vi proporrà un brano o un dialogo del libro che lo caratterizza, seguiteci allora!

 

Ernesto Meina – il professore

La casa di Ernesto era un villino di fine Ottocento.

«Ho comprato un giardino secolare, un lembo di collina dove il tempo si è fermato cent’anni fa. Ah! Dimenticavo, in mezzo a quel parco c’è anche un villino» aveva annunciato Ernesto, anni prima, dietro alla pila di sezioni lignee che reggeva tra le mani.

 

Giulio Nervi – il dottore forestale

«Attendiamo i tempi procedurali, hanno detto. Bella roba! Se pensano che io stia qui ad aspettare per procedere… Ma quale “allontanamento volontario” delle balle? Ernesto non risponde al telefono, ha rinunciato a un evento che pre­parava da anni. Di sicuro gli è successo qualcosa. Ma quelli che vuoi che capiscano.»

 

Martina Globo – la geologa

Superata Borgata Sala, la strada valicava un ponticello e si tuffava in una valletta tutta campi, acacie e castagni. Giunta all’altezza di un vecchio noce, dai cui rami più bassi pende­va un vistoso ferro di cavallo, sterzò in una strada sterrata. Al fondo, piantata in cima alla collinetta c’era una vecchia cascina. Abbandonò l’auto sotto un melo selvatico, afferrò lo zaino e corse verso la recinzione in legno. Arizona era uscito dalla stalla e le stava galoppando incontro. Martina aprì la cancellata e allargò le braccia. Si fusero in una carezza, la dama e il suo destriero color cannella.

 

Giorgio De Verre – il barone

De Verre li osservava con un sorriso beffardo. Il riquadro della finestra affilava il profilo spigoloso, incorniciando il ta­glio netto della mascella. In quegli spigoli c’era tutta la sua natura. Sorrise e pensò a quanto gli piaceva torchiare le matri­cole alle prese con i primi appelli.

 

Claudio Silenti – l’imprenditore

Il commendatore Silenti scese con passo veloce i gradini che portavano al giardino della villa.Il capanno degli attrezzi era vuoto, nessuna traccia della vecchia e di Augusto, solo stracci ammassati in terra e qual­che scatola di farmaci sul davanzale della finestrella.

Stemperò la rabbia passeggiando tra gli alberi spogli, poi risalì i gradini e si arrestò nel portico. Il cervello girava come la turbina di una centrale idroelettrica, l’ondata dei pensieri lo travolse.

 

Vittorio De Verre – il figlio del barone

«Hai fame.»

«Scusa?»

«Guarda l’ora, tutta colpa del calo di zuccheri. Le due passate da un pezzo.»

Martina sorrise. «Lo fai sempre?»

 

La curiosità si fa sentire?

Passeggiata d’autunno con Cristina ConversoAllora datele ascolto… e correte in libreria a procurarvi la vostra copia de La foresta fossile!

E se sabato 3 ottobre siete dalle parti di Giaveno, non perdetevi la Passeggiata d’autunno attraverso il Parco comunale e il firma copie alla Libreria To Liber!

Grazie per continuare a seguirci e grazie alle nostri autrici e ai nostri autori per dare vita a storie bellissime, memorabili… sonore! 😉

Le voci della Foresta fossile
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