Ci sono legami e progetti che nascono così, improvvisi solo in apparenza.
I cammini si intrecciano perché così doveva essere, proprio in un certo luogo, proprio in un certo tempo, secondo quelle esatte modalità. Semi potenti che mettono radici, fusti che crescono insieme, rami e foglie che si sfiorano, circondati da un brulicare di zampe, di ali, di vita.
Il frutto? Qualcosa di gustoso, corroborante, necessario.
Oggi ascoltiamo Valeria Bianchi Mian e Cristina Converso, che ci prendono per mano e ci accompagnano Al Centro del Bosco.
Al centro del nostro bosco in anima mundi

I semi e le pigne di Cristina

A volte nella vita può capitare che certi percorsi si intreccino per caso, o perché doveva andare proprio così. Talvolta accade che le persone che ci affiancano nel cammino abbiano la nostra stessa sensibilità, o almeno non ignorino i segnali che passano da anima vegetale ad anima animale.
Come sulla neve in inverno si trovano tracce di cammini e tracce di pollini e semi sparsi e caduti dai rami, così Al Centro del Bosco si possono incontrare punti di vista, pensieri e parole da condividere e mettere in discussione.
Con Valeria avevamo già collaborato in occasione di presentazioni e interviste, abbiamo in comune una casa editrice, la Buendia Books, e per gioco prima tra di noi e poi con voi, cerchiamo di creare uno spazio circolare in cui far convergere pollini e tracce.
Per i più curiosi sul mio sito trovate tutte le opere pubblicate e gli articoli.
Le impronte animali di Valeria
Sono approdata al format condotto con Cristina dopo aver percorso sentieri affini. Dal 2024, per esempio, mi prendo cura della trasmissione Anima Mundi su Radio Dreamland. Mi addentro nel “fare umanità” attraverso il riconoscimento delle radici collettive, alla ricerca delle connessioni filosofiche, psicologiche, simboliche tra noi animali umani e le altre specie, seguendo il fil rouge che ci conduce tutti all’incarnazione di anima e spirito nel corpo pulsante del “qui e ora”, alla pienezza del vivere in una sempre più necessaria coscienza planetaria.

Un altro sentiero che mi ha condotta Al Centro del Bosco è l’esperienza poetica. Soprattutto attraverso la coralità di Bestie, femminile animale (Vita Activa Nuova APS), antologia che raccoglie voci corali, una sorta di branco interspecista, ho avuto modo di “contemplare l’animale da dentro”, un concetto molto hillmaniano che sento mio, profondamente, e che porto avanti anche nella cura del litblog poesie aeree, attivo da tredici anni.
Il linguaggio del bosco per Cristina
Il linguaggio, le parole che ascolteremo Al Centro del Bosco hanno radici antiche, nel senso che per ogni argomento cerco sempre di andare alla scoperta dei semi comuni. L’Etimologia, che è scienza delle parole, ha sempre affiancato la mia esigenza di scrittura e di divulgazione scientifico forestale. Il nome degli alberi ha dato vita ai toponimi del territorio e viceversa, molti luoghi portano il nome deli alberi.
L’attenzione alle più piccole modificazioni dell’ambiente che ci circonda ci apre alla meraviglia quotidiana, occorre tempo, vero! Siamo sicuri di non averne proprio mai da perdere a guardare un fiore, annusare un tiglio in fiore o seguire il volo di un passerotto. Perché tutto ha una sua splendida logica che spesso ci sfugge.
Nel corso di questi ultimi dieci anni ho pubblicato alcune opere, la maggior parte con Buendia Books, con l’intento di far conoscere luoghi piemontesi unici, portare i cuori lì, nella speranza che poi nascesse la curiosità di andare a vedere e vivere quegli angoli di biodiversità. Ora con Valeria ci apriamo insieme una strada nel bosco, seguiteci e scoprirete che è un luogo ben frequentato!
Cospecismo e linguaggio in anima animale per Valeria

Trovo utile riflettere sul concetto di “cospecismo”, così come ho spesso sottolineato quando parlo de La rivoluzione poetica degli animali, la favola che ho scritto e illustrato insieme a Max Ponte, edita da Buendia Books. Per me è un concetto culturale e filosofico molto più adatto, rispetto al ben noto “antispecismo”, a rappresentare l’ideale alleanza della quale la tartaruga Gala, saggia tra i saggi eroi della storia, parla con entusiasmo.
Cospecismo enfatizza la valorizzazione delle differenze e il riconoscimento degli animali come dotati di soggettività, ed è il nucleo di quella ecospiritualità che oggi per noi tutti dovrebbe essere Al Centro del Bosco dei pensieri e delle azioni. Dialogo, rispetto, superamento dell’antropocentrismo, apertura al selvatico, valorizzazione delle culture animali e dei linguaggi – i “versi” che nel libro diventano metafora di tutte le forme espressive, comprese quelle non verbali, il silenzio il fruscio, lo stridio, il bramito, il soffio…
Cosa trova Cristina Al Centro del Bosco
“Non c’è che un unico mondo, il mondo in cui tutti noi viviamo e dobbiamo tentare di spiegare come esistiamo in quanto parte di esso” Pierre Teilhard de Chardin, L’ambiente divino. Saggio di vita interiore (Editrice Queriniana, 1994)
Alla luce della natura, gli uomini, a prescindere da quanto formalmente dichiarino di essere, hanno momenti nella vita in cui sembra loro di intravedere che qualcosa c’è, e altri invece nei quali sentono che non c’è proprio nulla se non l’andamento ciclico di un essere impersonale, che perpetua sé stesso a spese di miliardi di organismi che nascono e muoiono.
Ogni uomo ospita in se stesso la voce che gli parla della razionalità del cosmo e della sensatezza della vita e anche quella opposta che gli parla del nulla, dell’assurdo verso cui più o meno stupidamente tutti quanti camminiamo.
Fin dall’antichità l’uomo ha intuito questa legge superiore che ordina e organizza il mondo, chiamata in diversi modi. Per i greci è Logos, per gli ebrei Hokma, per gli egizi Maat, per gli indù Dhamma, per i cinesi Tao, per i giapponesi Shinto. Una legge cosmica fondamentale che raccoglie tutti i fenomeni più disparati in un’unica logica che governa il mondo, la nostra mente. Una logica che è eterna danza e movimento. Negli animali (animati) e nell’uomo l’energia in più che scaturisce dal movimento atomico non si racchiude tutta nella sua materia, ma presenta un surplus, un’eccedenza rispetto alla massa della materia, e ciò che rende il corpo animato.

L’anima a questo primo livello dell’essere si spiega come il surplus di energia. Questo avanzo è il segreto della vita (il peso dell’anima). Simon Weil scriveva che la parola greca anemos, che viene tradotta con spirito, significa letteralmente “soffio igneo”, come un soffio unito al fuoco, dell’energia primordiale che ci ha creati. Dal Big Bang in avanti. Nelle piante, nel bosco tra gli alberi in quanto esseri viventi, si percepisce l’anima vegetativa. Nella pianta questa perfetta relazione di Logos mette insieme le onde, le particelle subnucleari, poi gli atomi, poi le molecole, poi le cellule e gli organi vegetali, gli stami, i pistilli, le foglie, i rami. Tutto in questo ordine crescente di perfezione.
Nell’uomo ci sono funzioni vegetative che vengono compiute in modo inconsapevole dal corpo animato. Per esempio, il battito del cuore, la digestione, il controllo del sistema respiratorio e quello digerente sono meccanismi inconsapevoli che governano tutta la nostra fisiologia.
Quando mi trovo Al Centro del Bosco cerco in me di coniugare le due anime… vegetale e animale.
Cosa trova Valeria Al Centro del Bosco
La coscienza si espande, esplora territori che ogni volta sono differenti, una foglia in primavera non è la stessa in autunno. La meditazione nel bosco segue il verde che si riflette brillante nella viriditas che è energia vitale.
Durante la trasmissione parlo di tutto ciò che amo, ascolto le parole dei nostri ospiti, dialogo con Cristina come fossimo due uccelli che hanno sempre molto da dirsi e da darsi. Sto attenta alle sensazioni, imparo un sacco di cose, praticamente sto nel canto dell’anima che danza tra terra, aria, acqua e fuoco. Mi immedesimo nell’immagine, come quando medito in un vero bosco e colgo l’intuizione, sciamana. Sono sempre stata una donna “panica”, a correre nei prati sotto la pioggia scrosciante, a ballare seguendo il flauto del dio della natura. Al centro del bosco mi riconosco animale tra gli altri animali, naturalmente mindful.
La mappa del bosco per Cristina
In verità le mappe sono molteplici e sovrapposte, la cartografia le chiama layer, ognuno di noi è fatto di molti strati, siamo millefoglie, e così l’ambiente e il bosco.
Ognuno di noi è biodiversità, mondi unici.
La mappa della ricerca che porta costantemente a scoprire nuovi sentieri, parole e letture utile a far nascere in quell’ordine crescente meraviglioso la punta più alta dell’anima, l’espressione spirituale che in alcuni diventa santificata, i grandi mistici. Scriveva Giordano Bruno: l’essere dell’energia primordiale viene ordinato e produce un uomo, una donna, un singolo uomo, una singola donna, che a questo livello può essere pensato nell’integrità proprio come un atomo.
Andiamo in cerca della nostra anima nel bosco… pare funzioni!
La mappa del bosco per Valeria
Se c’è un’anima del mondo della quale facciamo parte, scrive James Hillman, allora ciò che accade fuori dalla nostra mente accade anche dentro.
Noi siamo il mondo, ogni giorno operando anima possiamo nutrire l’anima del mondo. La mappa del bosco per me è fatta di parole magiche che escono dal piano letterale per creare correlazioni tra i viventi. Ci si educa educando, ci si forma formando, si cambia portando il cambiamento alla luce.

Valeria Bianchi Mian è psicologa e psicoterapeuta di orientamento junghiano, specializzata in Psicodramma, ideatrice del modello metodologico Tarotdramma®. Conduce corsi di scrittura terapeutica e poesiaterapia con Giunti Psicologia e la scuola di PoesiaPresente (Poetry Therapy Italia).
Scrittrice crossover appassionata di occultura, ha scritto e curato saggi tra i quali Fare storie (Giunti, 2024), nonché antologie e sillogi di racconti e poesie, tra le quali Bestie, femminile animale (Vita Activa Nuova, 2023), La rivoluzione poetica degli animali (Buendia Books, 2025). Sceneggia mazzi di carte metaforiche per la casa editrice internazionale White Star.
Dirige il litblog poesieaeree.com.
Per Edizioni del Capricorno ha pubblicato i noir Il corpo crudo, Le signore dei giochi e L’angelo di sangue.

Cristina Converso è dottore forestale, lavora presso Arpa Piemonte. Nel tempo libero si dedica alla lettura, all’esplorazione e alla scrittura di narrativa ambientale, volta alla diffusione della conoscenza degli ambienti di maggiore naturalità ambientale e forestale.
Con Buendia Books ha pubblicato L’uomo della radura (2019), l’eco-thriller La foresta fossile (2020), la raccolta Testimoni silenziosi (2022) e il romanzo A radici nude (2024), dedicato al contributo ecologista di Marguerite Yourcenar.
Con Graphot Spoon River editore ha pubblicato Il Sentiero di Darwin, un racconto divulgativo sulla relazione che lega il Monte Musinè al noto naturalista inglese.
Collabora con il bisettimanale Luna Nuova con la rubrica “Come un Albero”, in cui tratta di territorio e segreti forestali.
Pubblicazioni, eventi e conferenze sono consultabili sul sito: www.cristinaconverso.it
